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Ultimo aggiornamento: 8:17
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“Come è possibile che un dipendente della pubblica amministrazione compia 600 mila accessi abusivi alle banche dati riservate senza che nessuno lo fermi prima?”. È allibito e sconfortato Michele Colajanni, docente a Bologna e tra i decani della sicurezza informatica in Italia, dopo aver letto le cronache sull’ultimo scandalo scoperchiato dalle indagini della procura di Napoli. Tra gli indagati esponenti delle forze dell’ordine, dell’agenzia delle entrate, dell’Inps, di Poste Italiane. Sono accusati di aver trafugato e venduto informazioni riservate su alti dirigenti, calciatori, personaggi del mondo dello spettacolo.







