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Ultimo aggiornamento: 19:41

Quattro giorni fa il Garante smentiva tutto e annunciava querele. Oggi comunica di aver presentato un esposto alla Procura di Roma per denunciare proprio ciò che aveva negato: il 1° novembre “persone non identificate avrebbero avuto accesso, o tentato di accedere, senza autorizzazione ai locali e ai sistemi informatici dell’Autorità”, con possibile sottrazione di documenti. Una giravolta che arriva forse perché – come rivelato dal Fatto – la Procura ha già avviato accertamenti sull’episodio.

Dal Garante filtra che la scelta sarebbe dettata da “motivi di prudenza”, un atto dovuto insomma: la nota del 29 novembre smentiva la presenza dei quattro membri del Collegio, salvo un breve passaggio di Guido Scorza per recuperare le chiavi. Ma – questo il ragionamento a Palazzo Venezia – se qualcuno fosse davvero entrato clandestinamente, come sostiene la stampa, allora “occorre verificarlo”. Perché, se l’intrusione fosse reale, “ci sarebbe stato il rischio di una grave violazione della sicurezza”.

Il tutto accade mentre infuria ancora lo scontro con i dipendenti, esploso nella riunione del 20 novembre e continuato ancora ieri durante l’assemblea del personale. A contribuire è stata una la lettera “spontanea” dei Garanti a cui il personale ha risposto picche, ribandendo che l’unica soluzione è che si dimettano tutti e quattro.