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Ultimo aggiornamento: 11:05
“Accuse totalmente infondate”, dicevano. Hanno negato tutto, sostenendo di essere vittima di un attacco mediatico coordinato, e per questo non si dimettono manco se glielo chiedono i partiti che li hanno nominati. Sarà l’autorità giudiziaria a giudicare il Garante che assolve sempre se stesso. A tre diverse procure sono stati depositati altrettanti esposti per reclami rimasti misteriosamente nei cassetti o sanzionati con un semplice buffetto, in danno di cittadini, lavoratori e pazienti. Due esposti riguardano casi rivelati dal Fatto nei giorni scorsi.
Può essere una svolta per la vicenda. Per la prima volta infatti non sono i giornalisti a denunciare. Non è la tv a indagare. Sono le stesse vittime del Garante – i danneggiati dai suoi ritardi e apparenti omissioni – a rivolgersi direttamente alla magistratura perché verifichi possibili reati e per abbattere il “muro di gomma” con cui il Garante rimbalza solleciti e ignora richieste di documentazione. La denuncia, dicono i querelanti, è l’unico strumento rimasto per costringerli a dare spiegazioni.
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