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30 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:33

La vicenda dei conti di migliaia di politici, vip e persone comuni – tra cui le sorelle Meloni e i ministri Guido Crosetto e Daniela Santanchè – spiati da un bancario di Intesa Sanpaolo costa all’istituto una multa da 31,8 euro del Garante Privacy “per gravi carenze nella sicurezza dei dati personali, dovute all’inadeguatezza delle misure tecniche e organizzative adottate”. L’istruttoria dell’Autorità, avviata a seguito del data breach notificato dalla banca nel luglio 2024, ha accertato – spiega una nota – che “un dipendente (poi licenziato nell’agosto di quell’anno ndr) ha avuto accesso, senza giustificato motivo, alle informazioni bancarie di 3.573 clienti, effettuando oltre 6.600 consultazioni tra il 21 febbraio 2022 e il 24 aprile 2024″. E questi “accessi indebiti non sono stati rilevati dai sistemi di controllo interni evidenziando significative criticità nei meccanismi di monitoraggio e prevenzione”.

L’accesso illecito “ha riguardato anche dati relativi a clienti ‘ad alto rischio’, tra cui soggetti con ruoli di rilievo pubblico, per i quali sarebbero stati necessari presidi di controllo rafforzati”. Tra gli altri il presidente del Senato Ignazio La Russa e il procuratore della Dna Giovanni Melillo, i governatori di Puglia e Veneto, Michele Emiliano e Luca Zaia, il procuratore di Trani Renato Nitti, ufficiali dell’Arma e della Guardia di Finanza. L’Autorità “ha accertato, in particolare, la violazione dei principi di integrità e riservatezza dei dati personali, nonché del principio di accountability, rilevando l’inadeguatezza complessiva delle misure adottate. Il modello operativo utilizzato, che consentiva agli operatori di interrogare in piena circolarità l’intera base clienti, non era infatti adeguatamente bilanciato da controlli idonei a prevenire e individuare accessi non giustificati”.