di
Gaia Piccardi
L'italo-argentino ieri ha pensato solo a riposare, il numero 1 è sempre attento ai dettagli: chiede ai genitori di sedersi sempre nello stesso posto. Medvedev e Ruud gli ostacoli verso il derby in finale
La geografia delle semifinali al Foro ha un perimetro circoscritto. Due italiani, un russo (senza bandiera né inno) e un norvegese. Nell’assenza di Carlos Alcaraz, il campione in carica contumace per manifesta incapacità a programmarsi, Rafael Jodar e Martin Landaluce — due giovani talenti che viaggiano alla straordinaria velocità di 39 anni in due —, hanno trovato le porte dei quarti di finale chiuse. Ma è chiaro che è Italia-Spagna, come il sogno di un Mondiale che il calcio non ha saputo coltivare, la sfida del futuro. «Ci è mancata la programmazione» risponde Paolo Maldini reduce dalla Sinner-experience a Jannik che gli chiede perché non ci siamo qualificati per la terza volta consecutiva (vuole anche sapere chi vince la Champions). Riduttivo. È mancato tutto ciò che oggi il tennis italiano ha, ed è.
Dal Rometta Open (cit. Gianni Clerici) agli Internazionali molto d’Italia il passo non è stato breve. Sul confine dell’eccellenza dove l’anno scorso si spingeva Musetti, oggi riposa esausto Luciano Darderi, il guerriero imbevuto di caffeina (due espressi trangugiati durante il match) che, dopo la notte dei fumogeni provenienti dall’Olimpico capaci di tenere in ostaggio il torneo (rapporti calcio-tennis ai minimi storici: il Foro è diventato troppo angusto per entrambi), ha pensato solo a riposare, farsi massaggiare e alimentarsi bene. Oggi in semifinale, Giove pluvio permettendo, l’oriundo con il nonno di Fano trova un ex numero 2 del mondo rianimato da matrimonio e paternità. Il nuovo Darderi, lanciato verso i top 15, deve dimostrare di poter bucare la difesa spaziale di Cristian Ruud, proprio come Daniil Medvedev di arginare l’emorragia di sconfitte subite dal migliore, Jannik Sinner, che per anni ha patito le strategie dello scacchista di Mosca e dal 2023, con l’eccezione del Wimbledon caduto sotto l’onda lunga del caso clostebol, ha sempre subito l’arrocco.











