Jannik indomabile, Luciano esausto: Sinner e Darderi a caccia della finale
Jannik indomabile, Luciano esausto
(Gaia Piccardi) La geografia delle semifinali al Foro ha un perimetro circoscritto. Due italiani, un russo (senza bandiera né inno) e un norvegese. Nell’assenza di Carlos Alcaraz, il campione in carica contumace per manifesta incapacità a programmarsi, Rafael Jodar e Martin Landaluce — due giovani talenti che viaggiano alla straordinaria velocità di 39 anni in due —, hanno trovato le porte dei quarti di finale chiuse. Ma è chiaro che è Italia-Spagna, come il sogno di un Mondiale che il calcio non ha saputo coltivare, la sfida del futuro. «Ci è mancata la programmazione» risponde Paolo Maldini reduce dalla Sinner-experience a Jannik che gli chiede perché non ci siamo qualificati per la terza volta consecutiva (vuole anche sapere chi vince la Champions). Riduttivo. È mancato tutto ciò che oggi il tennis italiano ha, ed è. Dal Rometta Open (cit. Gianni Clerici) agli Internazionali molto d’Italia il passo non è stato breve. Leggi l'articolo completo.
Il percorso di Darderi in questo Masters 1000
Luciano Darderi, n. 24 del mondo, è arrivato a questa semifinale giocando tre partite da leone, tutte vinte al terzo set: prima vittima Tommy Paul (n. 18), seconda Alexander Zverev (n. 3) e terza il talento emergente Rafael Jodar nell'epica partita finita a tarda notte e interrotta anche dal fumo dei fuochi artificiali per la vittoria dell'Inter in Coppa Italia nell'adiacente Stadio Olimpico. È la prima volta che vince più partite consecutive da quando, in febbraio, ha vinto l'Atp di Santiago del Cile.











