Il 28 e il 29 aprile i delegati di più di cinquanta paesi si sono riuniti a Santa Marta, in Colombia, per la prima conferenza sull’abbandono dei combustibili fossili.

L’evento, organizzato dalla Colombia e dai Paesi Bassi, era stato indetto all’indomani della 30esima conferenza delle Nazioni Unite sul clima (Cop30), che si era svolta a Belém, in Brasile, a novembre del 2025.

In quella occasione l’opposizione di un gruppo di stati aveva bloccato l’inclusione di ogni riferimento all’eliminazione dei combustibili fossili nella dichiarazione finale, rinnegando di fatto l’impegno preso due anni prima alla Cop28.

Lo stallo aveva confermato l’opinione diffusa secondo cui il metodo del consenso e l’incompatibilità tra gli interessi e le posizioni dei partecipanti rendono le conferenze delle Nazioni Unite inadatte ad affrontare la crisi climatica.

Così una coalizione di paesi “volenterosi” guidata dal Brasile aveva annunciato l’intenzione di proseguire separatamente il percorso verso un piano coordinato per accelerare l’abbandono delle fonti fossili.