TREVISO - Percorsi protetti e stanze per l'isolamento. Fino alle camere con pressione negativa, che impediscono la diffusione degli agenti patogeni. Sono i punti fondamentali del piano scattato nei pronto soccorso degli ospedali trevigiani per l'allerta Hantavirus. Il sistema consente di prendere in carico subito, e al meglio, eventuali pazienti con sintomi sospetti. Al momento, va specificato, non ce ne sono nella Marca. Ed è risultato negativo anche il medico del Sudafrica ricoverato a Padova, che comunque resterà in quarantena fino al 7 giugno. Ma il primo obiettivo in questi casi è non farsi trovare impreparati.
«Dopo il Covid, è evidente che i livelli di attenzione devono essere alti - spiega Giancarlo Bizzarri, direttore generale dell'Usl della Marca - da parte nostra, abbiamo subito attivato le potenzialità per gli isolamenti in tutti e 6 i pronto soccorso della provincia (Treviso, Oderzo, Castelfranco, Montebelluna, Conegliano e Vittorio Veneto, ndr), seguendo il protocollo rilasciato dal ministero». Arrivare a una diagnosi definitiva non è cosa sempre semplice. All'inizio i sintomi dell'infezione da hantavirus sono simili a quelli di influenza e raffreddore. L'anamnesi gioca un ruolo fondamentale nell'evidenziare se ci si è trovati in situazioni a rischio. A fronte anche di un singolo dubbio, lo schema prevede già da ora che i prelievi vengano inviati al centro di riferimento di Padova per la verifica.












