MESTRE - «La mia sarà una giunta composta in maggioranza da eletti, per dare responsabilità e peso all’esito di ciò che gli elettori avranno indicato nella cabina elettorale. Non escludo la possibilità di un paio di assessori esterni, in merito a particolari competenze che eventualmente non fossero presenti tra gli eletti all’interno del Consiglio comunale. Per quanto riguarda il tema delle partecipate, anche qui il criterio cardine sarà la competenza. Un nome? Posso dire che mi piacerebbe avere in squadra, per come ha lavorato e per i risultati che ha portato e che si sono visti nei numeri di un bilancio completamente sanato, è Michele Zuin».
MOSCHEA «Parliamo di luoghi di culto, che già esistono. Esistono luoghi lontani dalle abitazioni, compatibili urbanisticamente e con criteri di sicurezza, che già oggi ospitano momenti religiosi per la comunità islamica. Se ne servono altri, dobbiamo discuterne con le varie comunità di diversa nazionalità: questo era il ragionamento messo in campo a suo tempo. Ma non certo una grande moschea, né il progetto da 8.500 metri quadrati che abbiamo visto circolare. Massima disponibilità quindi a ragionare su luoghi di culto, ma sempre nel rispetto della legge, delle procedure urbanistiche, delle distanze dalle abitazioni e dei criteri di sicurezza delle persone che li frequentano. In questi anni, noi abbiamo invece chiuso centri culturali mascherati da luoghi di culto, nati sotto i condomini o nei negozi, come fruttivendoli trasformati improvvisamente in luoghi religiosi. Vorrei capire se anche il senatore Andrea Martella continuerà a chiudere questi luoghi o li lascerà spuntare come funghi, e cosa pensa del fatto che alcuni suoi candidati facciano appelli di voto in nome di Allah». PORTO «Sul porto ho cinque grandi “Sì”: Sì alla manutenzione del canale dei Petroli, sì allo cavo del canale Vittorio Emanuele, si alla realizzazione delle banchine sul Canale Nord, sì all’area Montesyndial, sì alle Vasche di colmata per i fanghi. Sul porto offshore siamo tutti d’accordo: sarà il futuro e bisogna iniziare a lavorarci. Ma anche trovando oggi i miliardi necessari, non sarebbe pronto prima di 15 anni. Nel frattempo non possiamo chiudere il porto di Venezia». BOSCO DELLO SPORT Lo stadio è un sogno che la città insegue da 60 anni. Se ne parla da 60 anni, ma nessuno aveva mai piantato un chiodo né avviato procedure concrete per realizzarlo. Ora si scopre che abbiamo nel centrosinistra esperti di partenariato pubblico-privato. Mi domando dove fossero nei decenni precedenti. Peraltro, sul tema del debito: nonostante questa operazione, il debito del Comune dal 2015 al 2026 è calato di quasi 200 milioni di euro. Meno debito significa meno interessi pagati e quindi più risorse per i servizi. In quell’area Cacciari aveva previsto il quadrante di Tessera: cubature enormi, centri commerciali, parcheggi e cemento. Con il Bosco dello Sport tutto questo sparisce e resta un grande parco con 80mila alberi intorno e gli impianti sportivi pubblici. I 20 giorni di utilizzo pubblico? Concerti, eventi e iniziative per i ragazzi». STATUTO SPECIALE «Il riconoscimento della necessità di strumenti particolari per Venezia è fondamentale. Servono deroghe normative: Penso, ad esempio, agli effetti delle liberalizzazioni Bersani, che in alcuni settori hanno funzionato ma nei centri storici hanno creato problemi. Sul Ponte di Rialto, in Piazza San Marco e in altre zone sensibili, il Comune dovrebbe poter decidere quali attività commerciali siano coerenti con la bellezza dei luoghi: artigianato, qualità, produzioni compatibili. Secondo punto: risorse. Venezia sostiene costi straordinari. Sarebbe il caso di prevedere un meccanismo strutturale di finanziamento. Terzo punto: incentivi fiscali per attrarre investimenti sia nella città storica sia in terraferma. Su questo dobbiamo lavorare tutti insieme». CULTURA «La rinascita culturale avvenuta durante e dopo il Covid, con l’arrivo di importanti fondazioni culturali, non è arrivata per grazia ricevuta. È frutto di un lavoro preciso. Nel 2016 bloccammo la trasformazione automatica dei palazzi in alberghi. Prima bastava chiudere come residenza e riaprire il giorno dopo come hotel, senza varianti urbanistiche né contributi. Bloccando questo meccanismo, molti palazzi storici hanno cercato altre funzioni e così sono arrivate numerose fondazioni private internazionali a investire in città. Serve ora una cabina di regia del Comune, dove siedano fondazioni pubbliche e private, per coordinare i programmi, evitare sovrapposizioni e avere un calendario condiviso. Serve inoltre collegare la grande cultura con il tessuto sociale: artigiani, giovani designer, università, formazione e accademie». LAVORO «Sono l’assessore che ha tenuto aperta e rilanciato la Pilkington. Ma non solo: Penso a Golden Goose, che a Marghera non solo è rimasta, ma ha fatto importanti investimenti anche grazie all’accompagnamento dell’amministrazione comunale. Penso poi al cantiere dell’Ospedale al Mare del Lido di Venezia, forse l’operazione più trasformativa sul fronte del terziario avanzato. Da sindaco andrei anche al Ministero della Difesa e al Ministero delle Imprese per chiedere che una parte dei grandi investimenti europei nella difesa arrivi qui, coinvolgendo Fincantieri e Leonardo». TICKET «Martella dice: non va bene, faccio un tavolo, faccio uno studio. Ma una soglia di carico, una volta stabilita, come la rendi operativa senza uno strumento giuridico che consenta la prenotazione? Il contributo d’accesso non ha raggiunto in questi quattro anni tutti i risultati possibili, ma è un punto di partenza. È l’unica norma nazionale che ha dato al Comune uno strumento concreto, seppur imperfetto. Noi lo terremo e lo perfezioneremo: aumentando il costo, collegandolo all’utilizzo dei servizi pubblici, magari con accessi agevolati ai musei. L’idea è arrivare anche a una tariffa dinamica fino a 50 euro nei giorni di massimo affollamento, per scoraggiare gli accessi eccessivi. Se arrivano 150mila turisti giornalieri, bisogna avere strumenti reali per la disincentivazione». SICUREZZA «Faremo il punto della situazione con un tavolo interforze permanente, riunito settimanalmente sotto la guida di questore, prefetto e Comune. Abbiamo già potenziato molto la polizia locale: rispetto al 2015 oggi opera H24, mentre prima il servizio terminava sostanzialmente al tramonto. I 200 agenti in più servono per completare il quadrante della turnistica e garantire presidio del territorio. Ovviamente non basta: serve un grande piano di riqualificazione urbana. Serve anche prevenzione sociale. In questi anni la spesa sociale è aumentata, così come i posti letto per i senza dimora e i servizi per le dipendenze». POLITICO, LIBRO E FILM «Scelgo un non politico che forse ha fatto più politica per l’Europa e per il mondo di tanti altri: Giovanni Paolo II. Come film, sono un fan di Don Camillo e Peppone, ma il film che più riguardo spesso è La vita è bella. Il libro che sto rileggendo per l’ennesima volta è Il conte di Montecristo». RIVEDI LA DIRETTA







