MESTRE (VENEZIA) - Nel 2015, probabilmente, è stato l'ago della bilancia che portò alla vittoria Luigi Brugnaro. Undici anni dopo la sicurezza è di nuovo uno dei punti cardine della campagna elettorale di Venezia. «La guerra per bande arrivata ormai anche nel cuore della città storica, insieme agli episodi di degrado e insicurezza che da tempo colpiscono Mestre, Marghera e diverse parti del territorio comunale, confermano una cosa molto semplice: Venezia ha bisogno di una strategia nuova sulla sicurezza - commenta il candidato del centrosinistra Andrea Martella - Le forze dell'ordine e la magistratura fanno un lavoro costante, ma il Comune deve fare di più e deve farlo meglio». Il segretario regionale del Pd, nei giorni scorsi, si è assicurato la collaborazione del prefetto Franco Gabrielli, già capo della Polizia, disposto ad assumere il ruolo di consulente tecnico per la prossima amministrazione.

«Riprendendo un'esperienza valorizzata da Gabrielli - spiega Martella - proporremo al Prefetto, al Questore e al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di articolare il lavoro del Comitato anche su base territoriale, con momenti periodici dedicati alle singole Municipalità». «È questa la nostra idea di sicurezza di prossimità - aggiunge Martella -. Controllo del territorio e repressione della criminalità sono indispensabili, ma devono camminare insieme alla prevenzione, alla presenza pubblica, alla rigenerazione urbana, ai servizi sociali, alla cura quotidiana della città». Martella replica anche alle parole del sindaco uscente Luigi Brugnaro, che ha rivendicato gli undici anni di lavoro della sua amministrazione dicendo che oggi la città è più sicura. «Purtroppo non basta dirlo da un palco o durante un'inaugurazione - commenta Martella -. A dire che sulla sicurezza questa amministrazione ha fallito sono i cittadini, i commercianti, gli operatori sociali, le famiglie che incontriamo ogni giorno».Elezioni comunali, terzo sondaggio in un mese: Martella sfiora il 50 per cento «CONTANO I NUMERI» Secca la replica del suo avversario Simone Venturini, candidato del centrodestra: «Gabrielli? No grazie». L'assessore sottolinea il caso Milano, non esattamente un modello virtuoso in quanto a sicurezza, e lo fa con uno scopo ben preciso: nel capoluogo meneghino Gabrielli ha ricoperto per il sindaco Giuseppe Sala il medesimo ruolo propostogli a Venezia. «Milano è tra le città più insicure d'Italia: seconda per numero assoluto di reati denunciati dopo Roma e addirittura prima nell'indice del Sole 24 Ore rapportato agli abitanti. Se questo è il modello delle grandi città governate dal centrosinistra, Venezia e Mestre ne fanno volentieri a meno». Il candidato del centrodestra torna sul tema delle nuove assunzione e dell'incremento della videosorveglianza: «La scelta del 24 e 25 maggio è molto semplice: da una parte chi ha trovato 134 telecamere e le ha portate a 822, con l'obiettivo di arrivare a mille entro l'anno prossimo; chi ha trovato 397 agenti di polizia locale e oggi ne lascia 501, con una previsione di 700. Dall'altra chi propone ricette già viste e già fallite. Con Roma e Milano, nella classifica delle città più insicure ci sono Torino e Bologna, tutte governate dal centrosinistra. Non vogliamo certo aggiungere Venezia a questo elenco».Moschea, Forza Italia al Pd: «Vogliono delegati di fede». FdI: Gabrielli imbarazzante NUOVI SONDAGGI E intanto, ieri, sono usciti due nuovi sondaggi: uno commissionato dal candidato sindaco Giovanni Andrea Martini e uno dal segretario dell'Udc Paolo Bonafè. Martini si è rivolto a Demetra (campione di 577 intervistati). A differenza dei precedenti che davano in vantaggio Martella, questa rilevazione vede in netto vantaggio Simone Venturini (44%), seguito dal senatore dem (35%). Terza posizione per lo stesso Martini (6,4%). Primo partito il Pd (22,3%), secondo FdI (14,4%). Il dato forse più sorprendente è quello sulla municipalità di Mestre: Michele Boato (candidato di Martini) al 29%, davanti ad Anna Forte (centrosinistra, 27%) e Gennaro Marotta (centrodestra, 13,8%).Il sondaggio di Bonafè invece (mille intervistati) vede un sostanziale pareggio tra i due favoriti: Simone Venturini (45-47%) e Andrea Martella (44-46%). A seguire: Michele Boldrin (3-5%), Giovanni Andrea Martini (2-4%), Pierangelo Del Zotto (1-2%), Roberto Agirmo (1-2%), Claudio Vernier (0-1%), Luigi Coro (0-1%). Indecisi: 12/15%. Martella non dimentica il traguardo del 50 (un sondaggio di Tecné lo vedrebbe al 49%): «La vittoria al primo turno è alla nostra portata. Dobbiamo fare ogni sforzo per raggiungere il risultato, il vero voto utile è a noi del centrosinistra», ha detto ieri alla presentazione della lista Venezia Riformista. Tra i candidati noti compaiono i nomi di Monica Fortuna, Franco Vianello Moro, Michele Scibelli, Leone Solia e Davide Bergantin. La lista è composta da Italia Viva, Piu Europa, socialisti e radicali. All'appello manca Azione, passata (pur senza simbolo) nel centrodestra di Venturini.