MESTRE - «La giunta che io farò sarà all’altezza dei grandi problemi e delle grandi emergenze che Venezia deve affrontare. Più che il risultato di equilibri politici, sarà il risultato di scelte all’altezza dei problemi che riguardano la sicurezza, la casa e il turismo. Un nome? Il mio: se verrò eletto sarò anche assessore al Porto. Franco Gabrielli non sarà un assessore, ma sarà una figura che ci darà una mano, come consulente, su una delle più grandi emergenze. Ci vuole però autonomia di pensiero e totale assenza di conflitti di interesse. Ho letto il programma di Simone Venturini: nel suo programma non c’è traccia delle parole “conflitto di interesse”. È come se tutta la vicenda della giunta e la questione Palude non avessero dato nessuna lezione».
MOSCHEA «Il tema della moschea è un tema di cui si è occupata la giunta attuale. Anzi, il sindaco uscente ha rivendicato sia sui giornali sia in Consiglio comunale dicendo che quel tema l’ha posto lui. Bisognerebbe chiedere a Simone Venturini cosa hanno fatto, cosa ne pensa, quale sia l’iter avviato. Una moschea, come tutti i luoghi di culto, se rispetta la nostra Costituzione, le nostre leggi e le normative urbanistiche e sanitarie, può essere realizzata. Naturalmente deve essere pagata dalla comunità dei fedeli. In centro storico? Non mi risulta che ci siano richieste. Gli appelli al voto di Allah? Non conosciamo il razzismo che hanno invece Venturini e la sua coalizione e non ci disturbano». PORTO «Nel giugno-luglio 2021 il governo Draghi approvò un decreto che indicava una strada da percorrere per la comunità portuale e per l’Autorità Portuale. Tra gli obiettivi indicava anche il porto offshore. Noi dobbiamo garantire l’operatività del porto, al contempo senza mettere in discussione l’equilibrio idrodinamico della laguna. Si tratta, in prospettiva, di lavorare per l’offshore e di indicare un’idea, per non farci trovare impreparati tra qualche anno, come giù successo con le grandi navi. Contemporaneamente bisogna lavorare per il governo della transizione nell’ambito di quanto prevede il decreto del governo Draghi. Se ci sono manutenzioni da fare che riguardano il Vittorio Emanuele, gli altri canali, il canale Nord o altri interventi: se ci saranno valutazioni ambientali positive e si verificheranno tutte le prescrizioni, ne prenderemo atto». BOSCO DELLO SPORT «Io non ho mai detto di voler bloccare lo stadio con il Bosco dello Sport. Le risorse pubbliche utilizzate per realizzarlo però sono state importanti, con grande indebitamento del Comune, mentre in tante altre città d’Europa e anche d’Italia gli stadi si fanno con il concorso di risorse private. Lo stadio andrà avanti, verrà completato. Anzi, affronteremo subito i temi ancora irrisolti: viabilità, parcheggi e fermata del treno. Penso anche che sia il caso di immaginare un utilizzo pubblico superiore: grandi eventi, altre manifestazioni sportive, coinvolgimento di altre società, dei giovani e della popolazione. Penso anche che si tratti di dare un futuro al Penzo, uno stadio identitario, molto bello, che deve continuare a essere utilizzato». STATUTO SPECIALE «Venezia ha una straordinarietà storica, sociale e ambientale tale che deve essere riconosciuta. Noi dobbiamo fare in modo che Venezia abbia autonomia e potestà legislativa su alcune materie che la rendano capace di prendere decisioni. Mi riferisco soprattutto alla casa, alle politiche dell’abitare, al turismo, al trasporto e ai servizi culturali. Ho depositato un disegno di legge di riforma costituzionale su questo punto, modellando le funzioni che può avere Venezia sulla base di ciò che si sta definendo per Roma Capitale. Penso anche che ci debba essere un’autonomia finanziaria, almeno in parte, derivante dal fatto che si possa trattenere una parte del gettito Iva prodotto nel territorio comunale. Senza rinunciare alla legge speciale, che invece deve continuare a essere finanziata come elemento strutturale per garantire la salvaguardia fisica, ambientale e la realizzazione socioeconomica della nostra città». CULTURA «Dopo 11 anni Venezia deve tornare ad avere un assessore alla Cultura. Per fare cosa? Per avere una regia, un coordinamento su tutte le attività culturali che riguardano la nostra città. Serve un ruolo che tenga insieme la Biennale, le fondazioni, le università, i musei, e che sappia costruire un’offerta culturale all’altezza della nostra città, che è una capitale culturale mondiale. Venezia non deve essere soltanto una città che ospita grandi eventi, ma una città che produce cultura, anche dal basso. Le due proposte concrete che faccio sono: istituire una scuola nazionale del restauro e realizzare il museo di Mestre con un luogo identitario diffuso». LAVORO «Dobbiamo diversificare la nostra economia, che non può dipendere solamente dal turismo. Serve attrarre nuovi investimenti. La Zls è uno strumento importante, ma va finanziata seriamente e con programmazione almeno triennale. Bisogna rilanciare il parco scientifico e tecnologico di Marghera, dove oggi ci sono start-up, piccole imprese e hub internazionali. Va riconnesso con la città, con l’industria e con le università. Ho proposto anche che Mestre, Venezia e Marghera possano candidarsi a essere un centro internazionale per la ricerca sull’intelligenza artificiale responsabile. Sulle terre rare, dobbiamo avere l’ambizione di non essere solo un deposito o un’area di stoccaggio, ma di creare anche una filiera produttiva e occupazionale». TICKET «Il ticket d’accesso è uno strumento inadeguato e inefficace, va superato. Venezia è diventata l’unica città a pagamento senza che siano stati regolati i flussi turistici. I flussi vanno invece programmati seriamente, studiando i dati disponibili e conoscendo fino in fondo la capacità di carico della città. Se diventerò sindaco, entro 90 giorni chiederò a Ca' Foscari e Iuav uno studio per individuare una capacità di carico sostenibile e dinamica, sulla base della quale calibrare i flussi turistici con meccanismi di prenotazione». SICUREZZA «Se davvero come propone Venturini servivano 200 vigili, bisognava assumerli progressivamente durante il mandato. Ho attraversato i quartieri della città, parlando con commercianti, residenti e cittadini: l’insicurezza è aumentata. Basta fare un giro in Via Piave, Corso del Popolo o Via Cappuccina per vedere che le cose non vanno. La prima cosa che farò sarà chiedere al prefetto di convocare comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza in ogni municipalità. La sicurezza però non è solo repressione: è anche rigenerazione urbana, illuminazione, verde pubblico, servizi sociali, sportivi ed educativi. POLITICO, LIBRO E FILM «La politica irrompe nella mia vita con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro nel 1978. Un altro momento fondamentale è stata la morte di Enrico Berlinguer nel 1984. Poi tutto il filone democratico americano, da John F. Kennedy fino a Barack Obama. E naturalmente Nelson Mandela. L’ultimo libro letto è L'amante senza dimora, ambientato a Venezia. L’ultimo film visto è Le città di pianura. Il film a cui sono più legato, invece, è 8½ con Marcello Mastroianni». RIVEDI LA DIRETTA






