D’istinto l’associamo al mare, alle vacanze, alle passeggiate, ai momenti felici mentre corriamo scalzi. Ma la sabbia non solo è vita e bei ricordi, è molto di più: è un materiale che permette di costruire futuro e difendere le esistenze, sia delle persone che degli animali. Eppure, in questo mondo antropizzato, stiamo oggi estraendo sabbia e ghiaia a un ritmo ormai insostenibile prelevandone più di quanta la Natura riesca a restituirci. Un concetto, quello diffuso da un nuovo rapporto dell’Unep, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, che mette nero su bianco un fatto: la sabbia non è una risorsa inesauribile e un mondo senza sabbia sarebbe decisamente più vulnerabile.

Se le nostre coste reggono tra erosione e innalzamento dei livelli del mare causati dall’accelerazione dei cambiamenti climatici che l’uomo ha innescato è infatti ancora in gran parte grazie alla sabbia. Se in diverse parti del Pianeta possiamo realizzare a costi contenuti case, edifici, pannelli solari o chip di silicio è sempre grazie al materiale solido più estratto sulla Terra. Un materiale che è protagonista anche degli equilibri degli ecosistemi marini e fluviali: regola il corso dei fiumi, protegge le falde delle coste, filtra l'acqua. Il problema, spiegano dall’Onu, è che al ritmo attuale di estrazione di sabbia e ghiaia nel mondo in futuro queste garanzie potrebbero non esserci più.