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Gabriele Fusar Poli

Il femminicidio il 29 maggio 2024. La sentenza dopo ore di Camera di Consiglio: condanna in primo grado per omicidio volontario e violenza sessuale aggravata

Ergastolo per omicidio volontario e violenza sessuale aggravata: questa la condanna in primo grado inflitta ieri in Tribunale a Padova ad Andrea Favero, autotrasportatore 41enne accusato di aver ucciso nella notte tra il 28 e il 29 maggio del 2024 l'ex compagna Giada Zanola, 33enne di origini bresciane, gettandola dal cavalcavia sovrastante l'autostrada A4 a Vigonza (sempre nel Padovano) dove vivevano con il loro figlio di cinque anni.

Dopo quattro ore di Camera di Consiglio la giudice Mariella Fino ha quindi accolto la richiesta del pubblico ministero Paola Mossa, che nel corso della sua requisitoria - durata quasi due ore - ha ripercorso i «fatti salienti» emersi nel corso del processo: «Quella notte Giada Zanola aveva assunto contro la sua volontà, in quanto somministrato a sua insaputa da Andrea Favero, un quantitativo di benzodiazepine tale da provocarle un effetto disabilitante. Per questo possiamo escludere sia l'ipotesi di un gesto volontario che quella legata a un evento accidentale: alla luce delle sue condizioni psico-fisiche in quel momento non era assolutamente in grado di arrampicarsi sulla recinzione del cavalcavia e gettarsi nel vuoto. Per la stessa motivazione il rapporto sessuale che è stato consumato un paio d'ore prima del decesso non poteva essere consensuale».