PADOVA - Quella notte tra il 28 e il 29 maggio del 2024, Andrea Favero di 39 anni ha ucciso la sua ex compagna e madre di suo figlio Giada Zanola di 33 anni lanciandola dal cavalcavia sulla A4. Ieri alle 19, dopo quattro ore di camera di consiglio, i giudici della Corte d’Assise di Padova hanno condannato il camionista di Vigonza, comune della cintura urbana di oltre 23 mila abitanti, all’ergastolo con l’accusa di omicidio volontario aggravato e violenza sessuale.

Il procuratore aggiunto Paola Mossa, nella requisitoria lunga un paio d’ore, ha chiesto alla presidente Mariella Fino anche l’aggravante della premeditazione, ma la giuria popolare su questo punto l’ha pensata diversamente. Favero dunque, prima di togliere la vita alla giovane mamma, l’ha stuprata.

Il 39enne, capelli corti e una felpa nera con cappuccio sopra a una camicia a pallini, affiancato dai suoi legali Silvia Masiero e Cesare Vanzetti, alla lettura della sentenza è rimasto immobile, poi ha pianto. «Credo nella giustizia», ha detto ai giudici prima che si ritirassero per decidere. È scoppiato in lacrime anche suo padre Claudio, seduto in fondo all’aula. Mani sul volto, disperato, «Credo in mio figlio» è riuscito a dire, poi è stato consolato dagli avvocati di Andrea.