di Alessia Calzolari

Durante la visita ufficiale a Reggio Emilia, nel buffet dedicato a Catherine, Princess of Wales, è comparso uno dei simboli della cucina locale: l’erbazzone. Dalle origini contadine alle tavole reali, viaggio nella ricetta reggiana nata tra forni comunitari, rezdore e sfoglie sottilissime

Con Kate Middleton a Reggio Emilia, anche la cucina locale è diventata parte del racconto. Nel buffet organizzato ieri per accogliere la principessa del Galles è stato servito anche l’erbazzone, torta salata reggiana preparata con bietole, Parmigiano Reggiano e una sottilissima sfoglia di pasta. Accanto ai biscottini alla lavanda pensati per richiamare l’afternoon tea britannico, il piatto simbolo della tradizione emiliana è stato scelto per raccontare il territorio attraverso uno dei suoi sapori più identitari.

Non è un caso. L’erbazzone – in dialetto «scarpasòun» – è una delle ricette più antiche e rappresentative della cucina reggiana. Nato nelle campagne tra il Sei e il Settecento, veniva preparato soprattutto dalle famiglie contadine con quello che offrivano orto e dispensa. I primi accenni a un piatto antesignano dell'erbazzone risalgono addirittura all'epoca romana, ma non mancano anche i legami con la tradizione ebraica: durante la Pèsach, la pasqua ebraica, si è soliti servire "torte salate" ripiene di erbe.