L'Union Jack assieme al tricolore, il tailleur turchese e il boccone unto d'erbazzone, il british english e i «grazie mille» in italiano: procede nel segno della festa e della responsabilità civile la visita di Kate Middleton a Reggio Emilia. È arrivata come da programma nella piazza principale della città emiliana sul mezzogiorno.

Qui, fin dal mattino, la attendeva una folla allegra: membri del capitolo italiano dei fan della monarchia britannica, coppie miste italo-inglesi, tanti bambini, semplici curiosi, il sindaco Marco Massari e anche una ragazza disabile, nata nel Regno Unito ma residente a Berlino. Si chiama Elizabeth Spencer. Ha 24 anni ed è scesa apposta per incontrare la principessa del Galles, a cui ha consegnato una lettera e con la quale ha scattato qualche selfie, gesto che Kate ha concesso anche molti altri dei suoi ammiratori.

Mentre incominciava la cerimonia di benvenuto, i Social ufficiali della futura regina d'Inghilterra (in quanto moglie, dal 2011, dell'erede al trono, il principe William), hanno postato un'immagine di Reggio, con la frase in italiano: «Oggi. Sostenere l'importanza della presenza e della connessione nei primi anni di vita a Reggio Emilia».

Contemporaneamente, il resto del web impazziva per il suo look. Lo scopo della visita, infatti, è quello di incontrare di persona gli addetti ai lavori del cosiddetto Reggio Emilia Approach, un metodo educativo rivoluzionario, nato e sviluppato qui a partire dal Secondo Dopoguerra da Loris Malaguzzi.