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“Come ti chiami? Io sono Caterina”. La principessa del Galles ha dispensato sorrisi, abbracci e anche qualche parola in italiano alla folla che l’ha attesa e seguita per tutta la prima giornata trascorsa tra la piazza di Reggio Emilia, davanti al Duomo, poi in comune ed infine tra l’entusiasmo dei bambini delle scuole d’infanzia che ha visitato. “Grazie mille”, ripeteva a tutti Kate, “piacere” scandiva mentre si offriva per stringere la mano e scattare selfie in un mondo variopinto di persone di tutte le età e di ogni ceto, tutti accalcati per urlare “Kate sei bellissima”, in italiano, tanto che lo hanno imparato anche i giornali britannici che lo hanno riportato raccontando una città impazzita per la principessa arrivata da Windsor.

Se la monarchia aveva bisogno di un po’ di incoraggiamento, in Italia, lo ha avuto; se la principessa del Galles aveva bisogno di sentirsi amata e capire quanto il nostro paese abbia seguito con affetto ed apprensione le difficili fasi della sua malattia, da oggi non avrà più dubbi. Dopo il bagno di fiori, foto e folla in piazza ed il conferimento del Primo Tricolore in comune, Kate ha fatto visita al centro internazionale Loris Malaguzzi dove ha approfondito il vero motivo della sua due giorni in Emilia. Il famoso “Reggio Emilia Approach” sulla formazione dei più piccoli attuato da queste parti è una eccellenza; è una ricetta composta da tanti ingredienti e la città ha cercato di presentarglieli uno ad uno.