Milano, 14 mag. (askanews) – Dietro uno dei simboli del saper fare italiano, pane, olio e pomodoro, ci sono tre comparti trainanti della nostra economia chiamati a rispondere alle grandi sfide dell’attuale contesto geopolitico. Di questo hanno discusso Anicav, associazione nazionale delle conserve vegetali, e Assitol, l’ssociazione italiana dell’industria olearia, a TuttoFood nell’ambito del tradizionale appuntamento sulla merenda “pop” che accende un faro sull’andamento dei tre comparti, chiamati a dimostrare la loro capacità di risposta in questo momento complesso, segnato da tensioni internazionali e crescente concorrenza sleale dall’estero.
Gli ultimi dati sull’export evidenziano un quadro complesso. L’Italia si conferma il primo Paese esportatore di conserve di pomodoro al mondo, tuttavia per la prima volta in dieci anni nel 2025 l’export ha registrato un calo in volume ma soprattutto in valore, con una diminuzione rispettivamente del 2% e di circa l’8% rispetto al 2024. Parliamo di oltre 2,2 milioni di tonnellate di conserve per un valore totale di 2,8 miliardi di euro. L’Europa resta il nostro principale mercato di riferimento con oltre il 60% del valore delle esportazioni. Gli Stati Uniti, nonostante le politiche protezionistiche, continuano ad essere il primo mercato per l’export extraeuropeo, con una quota del 7,5%.








