Cosa sarebbe un Martini senza oliva? E un tramezzino orfano di carciofini e cipolline o una tartina priva di pomodori secchi o peperoni in agrodolce? Nel classico e inossidabile aperitivo all’italiana ci sono molte più verdure (conservate) di quello che si pensa. E ora è arrivato il momento di renderne consapevoli i consumatori. Con quest’obiettivo l’associazione di produttori Unione Italiana Food ha avviato la campagna Fatti Sotto, dedicata alla valorizzazione dei vegetali sottolio, sottaceto e in salamoia. Un mercato in salute che, nella distribuzione moderna, nel 2024 ha toccato le 178.839 tonnellate di venduto per un incasso pari a un miliardo di euro (+3,7% sul 2023), con un assortimento a scaffale sempre più ampio e diversificato. Sono le olive e i sottoli a dominare la scena, con volumi di vendita aumentati del 3,5% su base annua, trainati dai carciofini, mentre tra i sottaceti spicca la crescita di peperoni e cetrioli.

Comode, sfiziose e versatili le verdure conservate sono acquistate in modo abituale dal 72% delle famiglie italiane e si prestano a molteplici utilizzi in cucina e occasioni di consumo. A partire dall’aperitivo, un rito per due italiani su tre che se lo concedono almeno una volta al mese (ma la percentuale sale a uno su due tra i più giovani). E non necessariamente fuoricasa. Un’indagine condotta da AstraRicerche rivela che il 35% dei fans dell’aperitivo lo organizza anche in casa e questa percentuale sale al 40% tra le donne Millennials e le famiglie con bambini e ragazzi.