Nell’intricata vicenda della nuova indagine sul delitto di Garlasco si apre un fronte querele. Quelle che il legale della famiglia di Chiara Poggi annuncia nei confronti dei “leoni da tastiera” che stanno rilanciando una insinuazione: voci secondo cui la famiglia della 26enne uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco non vorrebbe la revisione della condanna per l'ex fidanzato per non dover restituire i risarcimenti versati da Alberto Stasi, a oggi unico condannato per l’omicidio, mentre la nuova indagine punta diretta su Andrea Sempio.

Che la parte "economica" sia "anche solo un remoto pensiero" di Giuseppe Poggi, Rita Preda e Marco Poggi, cosa che – dice ora l’avvocato Gian Luigi Tizzoni – è "svilente". "La famiglia Poggi non usa quei soldi per vivere - ha detto - e va avanti serenamente con le proprie disponibilità". Ha ribadito che la verità è già stata accertata nei processi e che se "oggi qualcuno la vuole mettere in discussione nelle sedi opportune, quindi in aula, la affronteremo". Per la famiglia di Chiara Poggi, spiega ancora il legale, i risarcimenti non sono mai stati "prioritari" perché lo era solo “l'accertamento della verità sulla morte della figlia e l'hanno già ottenuta”.

Sotto accusa sono diversi blogger, youtuber, giornalisti, editori e singoli commentatori che starebbero alimentando questa voce, campagne sui social network che hanno coinvolto la famiglia di Chiara Poggi in cui, per Tizzoni, "c'è un parallelo mercato economico libero nel quale non ci sono regole" fondato sulla "diffamazione" e argomentazioni "inesistenti" che vengono riproposte in video e contenuti che raggiungono "200mila-300mila visualizzazioni" ciascuno, senza che i soggetti citati possano "interloquire". Così l'avvocato Gian Luigi Tizzoni raccontando ai giornalisti perché la famiglia della 26enne uccisa a Garlasco abbia deciso di sporgere decine di querele che hanno già portato all'apertura di un'inchiesta per diffamazione e stalking della Procura di Milano. Tra i commenti e i contenuti ritenuti maggiormente odiosi "c'è chi ha sostenuto che Chiara Poggi fosse incinta magari del fratello - ha spiegato Tizzoni - Cose che faccio fatica a raccontarvi ma che comunque ci sono". Secondo il legale si tratta di un mercato con "numeri importanti" dove all'interno di "programmi senza filtro" vengono "trasmesse pubblicità credo costose". "C'è chi guadagna - ha aggiunto - sia chi mette in onda, sia chi le pronuncia". "Ci sarebbe da riflettere su un problema di responsabilità: se voi giornalisti commettete una diffamazione alle vostre spalle c'è un editore che risponde" mentre ciò non accade su tali "circuiti". Per il difensore si tratta di un mercato che è anche a "danno di giornalisti e televisioni che devono fare la propria attività rispettando le regole competendo con chi non le deve rispettare".