Roma, 14 mag. (askanews) – Al di là della protocollare cortesia tra leader delle due principali potenze del mondo, il primo incontro tra Xi Jinping e Donald Trump a Pechino nell’ambito della visita del presidente Usa che si concluderà domani segnala la distanza tra Cina e Stati uniti sul tema di Taiwan. Il leader cinese ha lanciato un avvertimento agli Usa: per Pechino il tema dell’isola è “la più importante questione” bilaterale che, se gestita male, potrebbe portare le due sponde del Pacifico a un conflitto.

La riunione presso la Grande Sala del Popolo tra le due delegazioni guidate dai leader è durata 130 minuti, mezz’ora in più dell’ultimo incontro che aveva avuto luogo a Busan, in Corea del Sud, lo scorso anno.

“I leader dei due paesi hanno avuto uno scambio di opinioni sui principali dossier internazionali e regionali, tra cui la situazione in Medio Oriente, la crisi ucraina e la situazione nella penisola coreana”, ha indicato l’agenzia ufficiale cinese Xinhua.

E’ sulla questione taiwanese, in realtà, che le dichiarazioni di Xi sono state più forti. Il presidente cinese ha invitato Trump a trattare la questione con “estrema cautela”, segnalando che se il dossier sarà gestito correttamente, i rapporti tra i due paesi potranno mantenere una stabilità complessiva. Ma avvertendo anche che “se non sarà gestito correttamente, i due paesi potrebbero scontrarsi o persino entrare in conflitto, spingendo l’intera relazione Cina-Stati uniti in una situazione molto pericolosa”.