Ieri sera Donald Trump è atterrato a Pechino, prima tappa di un vertice atteso da mesi e già rinviato ad aprile per via della guerra in corso in Iran. Stamattina, intorno alle dieci ora locale, l’incontro nella Grande Sala del Popolo con il leader Xi Jinping: sei incontri previsti in trentasei ore, una cena di Stato questa sera, una colazione di lavoro domani, poi il rientro a bordo dell’Air Force One nel pomeriggio. Al fianco di Trump ci sono il segretario di Stato Marco Rubio (sanzionato da Pechino nel 2020, con la Cina che ha però chiarito che le misure riguardavano il suo ruolo di senatore, non quello attuale di capo della diplomazia americana) e il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Il segretario al Tesoro Scott Bessent è arrivato a Pechino dopo una tappa a Seul, dove ha tenuto i colloqui preparatori con il vice premier cinese He Lifeng. Con Trump è arrivata anche una delegazione di amministratori delegati: Tim Cook di Apple, Elon Musk di Tesla, Kelly Ortberg di Boeing, David Solomon di Goldman Sachs, Michael Miebach di Mastercard. La presenza massiccia di figure del mondo industriale e finanziario dice già molto sulla natura di questo incontro: più che un vertice strategico tra grandi potenze, somiglia a una fiera commerciale con ambizioni geopolitiche.