Dopo il presidente Obama, gli Usa non hanno espresso un presidente della sua levatura e personalità: politica, storica, economica, dinamica, visionaria. Una domanda allora sorge spontanea: perché? Forse per un regresso culturale e politico in atto degli Usa? Forse per una volontà capitalistica molto forte, tale da condizionare l'assetto profondo dello Stato?
A.V.
Cara lettrice,
non mi pare che la mancanza di leader sia un problema solo degli Stati Uniti. Anche l'Europa da questo punto di vista non gode, per usare un eufemismo, di buona salute. Inoltre non è del tutto esatto affermare che oggi l'America non ha un leader. In realtà ce l'ha: è Donald Trump, che, non dimentichiamolo, è arrivato alla Casa Bianca sostenuto da un consenso molto forte. Il problema è un altro: Trump è un presidente figlio di una società, quella statunitense, fortemente polarizzata sul piano economico, culturale e sociale, che esprime perciò politici divisivi e radicali, anche nel linguaggio. Figure che trovano la fonte del loro consenso e del loro primato politico non nella volontà o nella capacità di unire, caratteristiche che sono tipiche dei leader tradizionali, bensì nell'accendere micce, nell'alimentare contrapposizioni, nel non piegarsi al compromesso, arte in cui invece i leader del passato erano interpreti raffinati e sopraffini.






