Cade finalmente il vecchio dogma del “no pain, no gain” (“nessun dolore, nessun guadagno”). Quella convinzione, quasi punitiva, secondo cui se il giorno dopo l'allenamento non facciamo fatica a scendere le scale, allora non abbiamo lavorato bene. L’esercizio fisico intenso e il conseguente indolenzimento muscolare, infatti, non sono necessari per migliorare le dimensioni, la forza o le prestazioni muscolari. Per ottenere buoni risultati bisogna invece lavorare meglio, non di più. A dare la "buona notizia" ai meno fanatici del sudore è un team della Edith Cowan University (Australia), con uno studio pubblicato sul Journal of Sport and Health Science. La ricetta? Piccoli gesti quotidiani, consapevoli e rallentati.
Obesità e sovrappeso: lo yoga è un toccasana
di Simone Valesini 24 Aprile 2026
Esercizio eccentrico: che cos’è
La chiave di questa rivoluzione è l’esercizio eccentrico, ovvero quello in cui il muscolo si allunga sotto sforzo, come accade quando abbassiamo lentamente un peso. Sebbene per anni sia stato visto con sospetto, oggi la visione sta cambiando radicalmente. “Questi esercizi sono stati a lungo demonizzati e ora la scienza li sta riabilitando, recuperando il concetto di benessere profondo legato a questo tipo di attività”, spiega Simona Cerulli, fisiatra UOC traumatologia dello Sport e Chirurgia Articolare del Policlinico Gemelli di Roma. Mentre l’esercizio concentrico tende ad accorciare la fibra, quello eccentrico la allunga, offrendo benefici che vanno ben oltre il semplice potenziamento.






