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Quindi, oggi…: aviotrasportate Zaia in Sicilia, il candidato che bombarda i narcos e Stasi
Io vorrei conoscere l’ottico di fiducia di Angela Taccia, avvocato di Andrea Sempio. Deve essere un uomo molto ricco: a lei avrò visto almeno una decina di occhiali diversi, spesso intonati con gli orecchini o l’abbigliamento. Adoro.
Uno dei problemi del processo mediatico è che si spara nel mucchio senza spiegare se una certa dichiarazione o un certo indizio portino acqua al mulino della Procura o a quello della difesa. Oggi tutti parlano dell’amica di Chiara Poggi, che sostiene di aver saputo dei video intimi ma soprattutto rivela che Chiara era seccata perché gli amici del fratello Marco (tra cui Sempio) entravano in camera sua. Bene. Fico. Bis. Titoloni di prima pagina. Ma… cosa ci dice tutto questo? Boh. Dal pezzo di la Repubblica, per dire, non si capisce. Ma chi si è letto l’informativa dei carabinieri sa che gli investigatori puntano molto sui racconti degli amici di Sempio, secondo i quali in quella stanza non ci andavano granché. Quindi la nuova testimonianza dell’amica cosa ci svela? Che forse in quella stanza ci andava davvero la compagnia di Marco? Questo dà ragione a Sempio sulla possibile contaminazione e torto alla Procura? Oppure torto a Sempio e ragione alla Procura, che sostiene che lui abbia visto i video intimi di Chiara? Boh. Non si capisce. Ma il titolo c’è. E i giornali sparano nel mucchio. Tanto tutto fa brodo.






