L’AI agentica sta trasformando il turismo perché non si limita a suggerire opzioni, ma può scegliere, combinare servizi e agire. Per l’Italia si apre una sfida strategica che riguarda dati, visibilità, competenze e controllo della relazione con il cliente

Chief Innovation & Technology Officer, Alpitour World

L’AI agentica non è solo un nuovo strumento di automazione. Sta cambiando il modo in cui i viaggiatori cercano, scelgono e prenotano. Per il turismo italiano la sfida è tanto complessa quanto strategica, perché riguarda la gestione del rapporto con il cliente e la capacità di restare visibili nei nuovi ecosistemi turistici, dove agenti intelligenti e viaggiatori convivono e collaborano.

Il turismo ha già attraversato più di una rivoluzione tecnologica e, ogni volta, ne è derivata una redistribuzione del valore lungo la filiera. È accaduto con i Global Distribution System (GDS), infrastrutture tecnologiche a servizio degli operatori, come per esempio Amadeus o Travelport. Poi con Internet, con le Online Travel Agency (OTA), con il mobile e con le grandi piattaforme digitali che vendono i servizi direttamente agli utenti, come Booking, Expedia e altri. Ogni passaggio ha modificato non soltanto gli strumenti, ma soprattutto i rapporti di forza tra chi costruisce l’offerta e chi controlla l’accesso al cliente.