Provando a interrogare un noto motore di ricerca sulla possibilità di prenotare un viaggio con Chat GPT, le proposte suggerite annoverano tra i primi risultati il software sviluppato da OpenAI come Travel Booking Assistant programmato “to plan your perfect trip”. Probabilmente non ci saremmo mai aspettati di poter inserire tra i mestieri maggiormente minacciati dall’intelligenza artificiale quello dell’agente di viaggio, ma l’utilizzo della piattaforma citata o simili dimostrano la diffusione di questo comportamento di consumo che inevitabilmente plasmerà il futuro del mondo travelling.

L’AI si propone per generare l’itinerario perfetto secondo gusti e anche esigenze di ogni utilizzatore, dagli appassionati di storia a chi mira a scoprire le peculiarità del mondo culinario. Triangolazioni per verificare la disponibilità di hotel, alloggi o altri tipi di sistemazioni, disponibilità dei mezzi di trasporto, affitto di attrezzature, consigli professionali di agenzie di viaggi e affettivi di amici che hanno viaggiato negli stessi posti. Se il vaglio di tutti questi passaggi per raggiungere la meta desiderata diventa evitabile attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, è un bene perché si risparmia tempo oppure un ‘male’, perché l’organizzazione di un viaggio è, in qualche modo, parte dell’esperienza stessa?