Non è certo un caso e i francesi in questo sono davvero bravi, ma l'apertura della 79/a edizione del Festival di Cannes è dedicata a due film al cui centro c'è l'amore lesbico, ovvero un'omosessualità scoperta tardi e anche inaspettata.

Si tratta di due opere molto diverse anche culturalmente: il brillante e pieno di ritmo 'La Vie d'une femme' di Charline Bourgeois-Tacquet e il rigoroso e più festivaliero 'Nagi Notes' di Kōji Fukada.

'La Vie d'une femme' mette in scena Gabrielle (Léa Drucker), un'adrenalinica chirurga cinquantenne a capo di un reparto ospedaliero.

Una donna totalmente dedita al suo lavoro di manager e schiacciata dal peso delle responsabilità. Le rimane così davvero poco tempo per la sua vita privata non certo perfetta: ha sì un marito amorevole con due figli, non suoi, e poi una scatenata madre che dipende dalle sue cure da quando ha l'alzheimer.

L'arrivo di una scrittrice, Frida (Mélanie Thierry), che frequenta il suo reparto per documentarsi per il suo prossimo romanzo, incrina molto lentamente e dopo molti rifiuti il suo equilibrio affettivo.