di

Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Crescono le richieste di aiuto per cibo, farmaci e lavoro. L’Antoniano: «La crisi colpisce anche famiglie monoreddito e lavoratori precari»

Nel lessico della povertà italiana stanno entrando parole nuove. Non più soltanto pane, pacchi viveri, dormitorio. Oggi la richiesta che cresce più rapidamente è un’altra: «Mi aiutate a pagare la bolletta?». È la fotografia più nitida che emerge dai dati dell’Osservatorio sulla povertà di Antoniano, diffusi nell’anno del centenario francescano. E racconta un Paese in cui la sopravvivenza quotidiana passa sempre meno dall’emergenza straordinaria e sempre più dalla fatica di sostenere la normalità.

Mangiare, riscaldare la casa, comprare quaderni ai figli, pagare un farmaco. La nuova povertà si consuma così, dentro spese ordinarie diventate improvvisamente insostenibili. La povertà non è più soltanto emergenza marginale: è diventata una condizione che lambisce il ceto fragile, erode la classe media bassa, attraversa il lavoro povero e perfino le famiglie formalmente integrate.