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13 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:44
Dopo mesi di tensioni, dal Vaticano arriva una nuova minaccia di scomunica nei confronti dei lefebvriani, che confermano l’intenzione di ordinare nuovi vescovi a luglio. “Le ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X non hanno il corrispondente mandato pontificio. Questo gesto costituirà un atto scismatico e l’adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa”, ha detto il cardinale Manuel Fernandez, prefetto della Dottrina della Fede, in una dichiarazione diffusa dalla sala stampa della Santa Sede. “Il Papa”, prosegue, “continua nelle sue preghiere a chiedere che i responsabili della Fraternità ritornino sui loro passi”.
La crisi che ha portato a questo punto è antica e si è aggravata negli ultimi mesi, dopo che il 19 febbraio i seguaci di Marcel Lefevbre hanno di fatto chiuso le porte del dialogo con la Santa Sede, decidendo di continuare con le consacrazioni episcopali. Il Prefetto della Dottrina della Fede aveva provato con un ultimo tentativo il 12 febbraio, ospitando nel Palazzo del Sant’Uffizio Davide Pagliarani, il superiore generale dei lefebvriani. Davanti a Fernández, Pagliarani aveva detto che le consacrazioni sono dettate dalla “necessità spirituale in cui si trovano le anime” e quindi dall’esigenza della Fraternità “di assicurare la continuazione del ministero dei suoi vescovi”. L’appello di tornare al dialogo non era però stato accolto, riaprendo una frattura che aveva raggiunto questa gravità solo nel 1988. All’epoca Lefevbre, vescovo francese, sfidò Roma rinnegando la firma di un protocollo d’intesa trovata con Joseph Ratzinger, l’allora Prefetto della Dottrina della Fede, e consacrando quattro vescovi senza mandato pontificio: sia lui che i quattro vescovi furono scomunicati. Era stato poi lo stesso Benedetto XVI a togliere la scomunica nel 2009 ai vescovi sperando in una riconciliazione mai avvenuta. Lefebvre è invece morto nel 1991 ancora scomunicato.










