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In preparazione un documento del dicastero per la dottrina della fede che mette i paletti alla Fraternità sacerdotale San Pio X in vista delle consacrazioni senza mandato di nuovi vescovi
Sono ore decisive per quello che dovrebbe essere un nuovo capitolo dello strappo tra la Santa Sede e la Fraternità sacerdotale San Pio X. Secondo quanto appreso da Il Giornale, il dicastero per la dottrina della fede starebbe per pubblicare un testo destinato a fissare i limiti invalicabili da parte dei cosiddetti lefebvriani, gli eredi del vescovo francese Marcel Lefebvre che ruppe con Roma in opposizione alla riforma liturgica postconciliare e il Vaticano II.
La crisi si è aggravata a febbraio con l’annuncio da parte della Fraternità San Pio X di voler procedere a luglio alla consacrazione di nuovi vescovi senza il mandato della Santa Sede. Un remake di quanto fatto nel 1988 da Lefebvre che, rinnegando la firma di un protocollo dopo un’intesa trovata con l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger, sfidò Roma consacrando quattro vescovi senza mandato pontificio e finendo scomunicato. Ordinazioni episcopali valide ma illecite e all’origine della scomunica automatica di consacranti e consacrati. Era stato Benedetto XVI, il 21 gennaio 2009, a togliere la scomunica ai quattro vescovi consacrati da Lefebvre nella speranza di una riconciliazione che non c’è stata.







