Giovanna si sente confusa, come offuscata. “All’inizio erano solo degli attimi, non pensavo di doverlo dire al medico”. Ma quegli attimi, poi trasformatisi in una condizione permanente, erano il segno dell’encefalopatia epatica, una delle complicanze più frequenti e gravi della cirrosi, caratterizzata da un danno progressivo del fegato che ne compromette la funzionalità. Il risultato: confusione, disorientamento, sonnolenza, cambi di umore, difficoltà di concentrazione e memoria, e un grande impatto sulla vita quotidiana. Del paziente e del caregiver, quando c’è.

Giovanna è la protagonista della campagna “Encefalopatia Epatica: RiEEsci a vederla?”, promossa da Alfasigma in collaborazione con Associazione EpaC – ETS e con i patrocini di AIGO – Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri, AISF – Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, CLEO – Club degli Epatologi Ospedalieri, FADOI – Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti e SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. L’obiettivo, spiegano i promotori della campagna, è quello di rendere visibile e riconoscibile questa condizione, responsabile di oltre 10 mila ricoveri l’anno e costi per il SSN stimati in oltre 200 milioni di euro.