Sul Corriere della Sera Federico Fubini sostiene come gli Usa abbiano imboccato la via dell’isolamento mentre «piazza Tienanmen sta diventando una meta sempre più ambita di pellegrinaggi politici». Su La Repubblica Paolo Mastrolilli da New York parla di come «le difficoltà incontrate da Trump in Iran lo hanno indebolito». Insomma in due parole: il Dragone sta diventando un alleato più affidabile dell’Aquila a stelle e strisce. Se non fosse un esercizio di stile ci sarebbe da preoccuparsi e spieghiamo il perché. Il sistema americano per quanto caotico contiene meccanismi di equilibrio che la Cina non possiede. È la differenza tra una democrazia conflittuale e un sistema monolitico. Negli Usa il potere è distribuito: Congresso, Corte suprema, governi statali, stampa indipendente (anche se vediamo le prime forti ingerenze), lobby economiche, università, il tutto condito da elezioni regolari. Tant’è che persino Trump ha incontrato continui limiti istituzionali (un esempio recente l’ha fornito la Corte suprema quando ha bocciato i dazi).