«Diamo il benvenuto a Trump, pronti a collaborare con gli Usa», ha detto il ministero degli Esteri cinese all’arrivo del presidente americano a Pechino. Ad accoglierlo, tappeto rosso e trecento bambini in uniforme che sventolavano bandiere americane e cinesi. In cima all’agenda da discutere assieme a Xi Jinping in un incontro storico, la guerra in Iran, ma si è parlato anche della corsa per l'egemonia sull'Ia all'export di terre rare.
L’appello di Trump a Xi: «Apri la Cina agli affari». Ma c’è il ricatto su Taiwan
L'incontro potrebbe indicare se la distensione emersa negli ultimi mesi tra Washington e Pechino potrà proseguire e quali concessioni le due parti siano disposte a fare. Prima dell’incontro, Xi ha affermato che i due paesi sono arrivati a «un bivio» nei loro rapporti e ha invitato le parti a lavorare insieme per la stabilità. «Dovremmo essere partner, non avversari» ha detto.
Anche perché, dal canto suo, la Cina sta “approfittando” della guerra in Iran per rafforzare la propria posizione strategica nei confronti degli Stati Uniti in ambito militare, economico e diplomatico. È quanto scrive il Washington Post, sulla base di un'inchiesta esclusiva che si basa su un rapporto dell'intelligence.










