Circa sei ore rinchiuso dentro un palazzo di via Arduino, a due passi dallo scalo ferroviario di Tiburtina, a Roma. Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, ha trascorso così la sua seconda giornata nella Capitale.

Nel grande edificio che ospita Genomica Srl, un avanzato centro diagnostico di genetica molecolare, il 38enne è stato sottoposto a un lungo colloquio con uno psicologo psicoterapeuta. «Colloquio, ma anche specifici test» che serviranno per tracciare la personalità dell’indagato, precisa Armando Palmegiani, consulente tecnico della difesa di Sempio, entrando da uno degli accessi della struttura. L’arrivo del 38enne a Roma, infatti, è stata anche l’occasione per il suo team di riunirsi.

Mentre lui era con lo psicoterapeuta, in un’altra stanza al primo piano del civico 38 di via Arduino era in corso una riunione tra avvocati e consulenti. Sono circa le 11 quando l’indagato varca la porta del palazzo insieme all’avvocato, Angela Taccia. Entra in fretta e furia da un ingresso secondario, al civico 32, mentre il legale cerca di «difenderlo» dalla calca di cronisti e di curiosi.

«Continueremo a lavorare, dobbiamo finire la consulenza personologica», dice Taccia ai giornalisti, facendo strada all’assistito. Camicia e zaino in spalla. Con una mano Sempio trascina il suo trolley. Si mette “in salvo” dentro al palazzo. A parlare per lui è Angela Taccia.