“Il grande paradosso della crisi da oppioidi che attanaglia il mondo è infatti soprattutto questo: a fronte di un traffico illecito internazionale del valore di miliardi è presente a livello globale una disparità accentuata nell’accesso ai farmaci oppioidi per la cura del dolore, che vede il 10% dei Paesi più ricchi al mondo possedere il 90% delle riserve farmacologiche. La Commissione Lancet 2018 ha definito questo divario l’ingiustizia più deturpante nell’assistenza sanitaria odierna”.
Tra le tante, troppe, barriere che separano la parte ricca del mondo da quella povera c’è anche questa, probabilmente meno nota di altre come quelle che riguardano per esempio il cibo o l’energia elettrica, ma non per questo meno grave. Ne parla Stefano Massarelli nel suo libro "La coda di Straub. Da cura miracolosa a minaccia globale: l’oppio e l’era del Fentanyl”, pubblicato da Piano B Edizioni, che domenica 10 maggio ha vinto il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica.
Il Premio Galileo, promosso dal Comune di Padova in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è giunto quest’anno alla sua ventesima edizione. Dopo la valutazione della giuria scientifica presieduta da Francesco Profumo – che dai 68 libri inizialmente candidati ha selezionato la cinquina finalista – una seconda giuria, composta da studentesse e studenti (100 studenti universitari e 10 classi di scuola secondaria di secondo grado provenienti da tutta Italia), ha scelto a Padova l’opera vincitrice, il cui autore è Stefano Massarelli, giornalista scientifico e funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy.








