Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

In mostra al Mart la più grande collezione privata delle opere di un artista "totale". Parla Lavinia Biagiotti Cigna

Anatole France diceva che il caso è lo pseudonimo di Dio quando vuole agire in incognito. Per puro caso 40 anni fa la stilista e imprenditrice Laura Biagiotti è entrata nella Galleria Chimera di Roma dove era in corso una mostra sul lavoro di Giacomo Balla e delle due figlie: Elica e Luce. Ne esce letteralmente folgorata e con questa magnifica ossessione contagia prima il marito, Gianni Cigna, poi la figlia Lavinia. Comincia così una delle maggiori collezioni private monografiche al mondo. Si tratta di circa 240 opere del Genio Futurista dagli esordi divisionisti alle opere astratte, dai bozzetti agli arredi passando per le grandi tele, i disegni e il manoscritto originale del Vestito Antineutrale, vero e proprio manifesto della moda futurista che Balla scrisse nel 1914, un anno prima di teorizzare con l'amico Depero la celeberrima Ricostruzione Futurista dell'Universo. Tutto questo verrà esposto per la prima volta in Italia al Mart di Rovereto dove è in programma dal 16 maggio al 18 ottobre la mostra Giacomo Balla. Lo stile dell'avanguardia a cura di Beatrice Avanzi e Fabio Benzi. In questa intervista esclusiva Lavinia Biagiotti Cigna racconta la difficile ed entusiasmante gestione di un patrimonio artistico che ha segnato l'alba della modernità italiana.