Hanno provato ad addomesticarli, gli Ex-Otago, ma assicurano di essere «fuggiti in tempo». A dieci anni dall’uscita del loro album manifesto, Marassi, un omaggio al proprio quartiere diventato uno dei dischi più rappresentativi di quel 2016 che trasformò l’indie in pop, la band genovese celebra così il «pericolo scampato» con «un ritorno a casa», è la definizione.
Di nuovo a scrivere nelle strade di sempre, «periferia simbolo di tutte le periferie possibili», di nuovo a suonare nei piccoli club, lontano dai circuiti che «negli anni - è il bilancio che fanno Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci e Rachid Bouchabla, che sul palco salgono con la chitarrista Giorgia Sudati, che lo scorso anno ha preso il posto di Francesco Bacci – si sono mangiati tutto: ci hanno portato al successo, ma poi finito per fregare, lasciati alla deriva del mainstream».
Un rilancio che arriva con nuovi pezzi e un disco in cantiere, un tour europeo appena terminato, quello estivo in partenza il 10 luglio da Montespertoli (poi il 12 allo Spring Attitude a Roma, il 16 a Genova, il 31 a Napoli) e già due anteprime in programma nella loro città. Oggi pomeriggio sul palco di Repubblica insieme, il compleanno diffuso del nostro giornale, e lunedì sera sul prato dello stadio di casa nel pre partita di Genoa-Milan. A Marassi, appunto, dove tutto è iniziato. O meglio, tutto torna.













