Milano, 12 mag. (askanews) – Da 30 anni Max Gazzè è una delle voci più interessanti del cantautorato italiano, l’artista romano rompe gli schemi torna con “L’ornamento delle cose secondarie”.

“Ho voluto dare importanza a quei brani che erano stati messi da parte nel corso degli anni e che ho riascoltato, ho rimesso al centro dell’attenzione e quindi li ho adornati riportandoli al centro dell’attenzione. E da secondari sono diventati primari”.

Un disco “atipico” tra sperimentazione e prog: 20 canzoni suonate a 432 Hz, che prende il tempo necessario per proporre una nuova visione del presente che guarda al passato tra fragilità, responsabilità e luce che nasce dall’oscurità. Il tutto in un società dove la musica è dominata dai brani usa e getta, dove quasi tutto viene campionato.

“Ho voluto fare un disco lento, abbiamo impiegato tanto tempo per realizzare questo disco perché è stato registrato con microfoni, è stato registrato esattamente come veniva fatto un disco negli anni 70, con i stessi materiali, i stessi microfoni, stesse piattaforme analogiche, compressori, microfonaggi, risonanze, quindi è un disco suona molto molto bene, sicuramente meglio di quelle cose tutte fatte con i campionatori”.