ADRIA - Saifi Larbi, 35 anni, Gari Abdelghani, 32, e il più giovane del gruppo, il 28enne Mazi Yassin. Sono loro i tre braccianti marocchini morti sabato mattina nel drammatico incidente avvenuto lungo Strada Margherita, a Ca' Lino di Chioggia, mentre raggiungevano i campi dove avrebbero lavorato per la raccolta degli ortaggi.

Da poco tempo i tre erano ospiti a Cavanella Po, nel comune di Adria, all'interno del complesso edilizio di via Dogana dove ha sede anche il centro di accoglienza per migranti. Ogni mattina, all'alba, partivano assieme agli altri lavoratori a bordo dei furgoni della cooperativa per cui erano impiegati, diretti tra il Veneziano, il Rodigino e il Padovano.

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Ieri, nella comunità marocchina del territorio, il dolore si è trasformato in un momento di raccoglimento e preghiera. Nessun fiore o lumino sul luogo della tragedia. «Non è un gesto che appartiene alla nostra cultura», spiega Bouchaid Khatimi, referente della comunità magrebina e presidente dell'associazione Ponte Sociale per l'Unità Italo-Marocchina di Castelfranco Veneto. «Per noi, se una persona che lavorava per aiutare la propria famiglia muore andando al lavoro, deve essere onorata in un altro modo».