"C'è un contesto che desta particolare allarme.
Da un lato abbiamo la vita di un ragazzo di 35 anni regolare sul territorio italiano che alle 5 di mattina in bicicletta si stava recando a svolgere un'attività che consentiva di mantenere la sua famiglia e dall'altro lato abbiamo ragazzi di 15-16 anni e un maggiorenne che a quell'ora scorrazzavano per la città alla ricerca della persona da colpire".
Lo ha detto la procuratrice capo di Taranto Eugenia Pontassuglia nel corso della conferenza stampa convocata in Questura per illustrare i dettagli dell'indagine che ha portato al fermo di 4 minorenni e di un 20enne per l'omicidio di Sako Bakari, il 35enne maliano ucciso all'alba di sabato scorso in piazza Fontana.
"E la persona da colpire - ha aggiunto - è la persona vulnerabile, è la persona indifesa, è la persona che nel caso specifico viene individuata nella persona di colore. Allora ci dobbiamo un attimo domandare che cosa significa tutto questo.
Non ci sono decreti sicurezza che tengano, non servono solo pene più severe o nuovi reati, dobbiamo cambiare la cultura, dobbiamo cominciare a pensare che ogni persona ha diritto di vivere ed essere rispettata perchè la terra è di tutti".














