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12 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:43
Passate le celebrazioni del 9 maggio in Russia, la guerra dei droni torna calda. A raffreddare, invece, sono gli entusiasmi delle scorse ore, dopo le parole di Vladimir Putin che prevede una “fine vicina” della guerra e le prime ipotesi sui nomi del mediatore. Perché da Mosca puntualizzano: è troppo presto per definire i “dettagli” sulla fine del conflitto e, comunque, l’Europa “è esclusa come mediatore perché punta a prolungare il più possibile il conflitto”.
“Le basi gettate in termini di processo di pace ci permettono di affermare che la fine è vicina – ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riprendendo le dichiarazioni del presidente – Ma in questo contesto, al momento, non è possibile parlare di dettagli specifici”. Chiaro, dunque, che dalla Russia è arrivata più una dichiarazione d’intenti ufficiale che un aggiornamento sullo stato di avanzamento di trattative che, al momento, sembra siano ancora in una fase embrionale. Di sicuro, ha precisato il viceministro degli Esteri Alexander Grushko, c’è che per Mosca pensare all’Europa come possibile mediatore è un’opzione non percorribile. L’Ue mostra di volere “prolungare il più possibile il conflitto” in Ucraina, ha detto, e ciò “esclude l’Unione europea come un mediatore per il raggiungimento della pace”.










