Amnesty International, appello con le organizzazioni italiane

Roma, 12 mag. (askanews) – In Sudan, a tre anni dall’inizio del conflitto per Amnesty International le parti in guerra intensificano la brutale offensiva contro la popolazione civile. Una dichiarazione che arriva alla vigilia dell’anniversario dello scoppio delle ostilità, il 15 aprile.

Ogni spostamento delle linee del fronte ha lasciato dietro di sé morte e distruzione, con attacchi diretti e indiscriminati contro la popolazione civile, saccheggi e distruzione di infrastrutture civili, violenza sessuale diffusa, ostacoli alla consegna degli aiuti umanitari e attacchi di rappresaglia.

Riccardo Noury portavoce di Amnesty International Italia:

“Non è vero che i conflitti più raccontati siano quelli più gravi. Il caso del Sudan lo dimostra. Dall’aprile 2023 la metà della popolazione circa 25 milioni è vittima diretta o indiretta del conflitto tra persone assassinate, o che non ricevono aiuti umanitari o sono braccate dalle armi. Amnesty International continua a chiedere un embargo sulle armi destinate al Sudan, percorsi sicuri per chi vuole lasciare le città bombardate e aiuti umanitari non ostacolati”.