Non bastava l’imbuto dello stretto di Hormuz, la conseguente impennata dei costi dei carburanti, le incertezze sui voli (anche così si spostano i crocieristi per raggiungere i moli di partenza). I casi di Hantavirus - sebbene limitati ma, in alcuni casi, letali, concentrati sulla Mv Hondius, partita da Ushuaia, in Argentina - stanno provocando un ulteriore stress test sui titoli delle compagnie di navigazione.
I titoli
Così durante la seduta, mentre arrivava la notizia dello sbarco dei passeggeri a Tenerife, l’aggravamento di una passeggera francese e il contagio di un altro americano, Royal Caribbean Cruises Ltd ha perso il 3,3% (negli ultimi tre mesi il titolo ha perso oltre il 20%), Carnival Corporation è calata di oltre il 4% (-10% in una settimana e -23% in un mese) e Viking Holdings -1,3% (ma nell’ultima settimana il titolo è salita del 3% e nell’ultimo mese di oltre il 5 per cento). Infine, Norwegian Cruise Line Holdings Ltd ha perso il 3% ma ben oltre il 17% nell’ultimo mese.
I timori sulle prenotazioni
Un fuoco di paglia o una paura destinata a durare? E’ presto per dire se l’Hantavirus avrà colpito le crociere tramite un eventuale crollo delle prenotazioni. Anche perchè il last minute incide per circa il 25-30% delle prenotazioni sulle navi. Il riempimento delle cabine avviene, dunque, grazie alla pratica di offrire gli ultimi posti disponibili anche a forte sconto (30-50 per cento). Non sorprenderebbe che molti più vacanzieri rispetto alle attese decidessero di attendere proprio le offerte last minute. Anche per capire se effettivamente Usa e Iran riusciranno a trovare un accordo e quindi a fornire tempi certi per la riapertura del canale di Hormuz. Cosa che alleggerirebbe enormemente la pressione sul barile. Sia per le compagnie delle navi da crociera sia per gli aerei, che sono spesso decisivi per portare i passeggeri ai porti di partenza e a riportarli a casa da quelli di arrivo.








