Al colloquio di lavoro adesso si va accompagnati dall’IA. È questa una delle novità emergenti nel settore della selezione del personale di Google, anche se in verità nell’IT la tendenza è iniziata circa un anno fa. Secondo un documento interno dell’azienda, visionato da Business Insider, a partire dalla seconda metà del 2026 i candidati per posizioni di software engineer junior e mid-level potranno usare Gemini, il modello proprietario del gruppo, durante la prova di "comprensione del codice". La conferma è giunta da Brian Ong, vicepresidente del recruiting di Mountain View, che ha spiegato come il colosso stia adeguando i processi di selezione al modo in cui i gruppi lavorano davvero nell'era dell'AI. Il progetto pilota inizierà negli Stati Uniti, su Google Cloud e sulla divisione Platforms & Devices, con l'idea di estenderlo poi ad altre aree e paesi.

Da Canva a McKinsey: l’IA generativa dilaga

Google ha atteso un po’ di tempo prima di sperimentare ciò che diversi concorrenti, e non solo, fanno da tempo. Ad esempio la piattaforma di design Canva - fra le più usate al mondo - dallo scorso anno chiede esplicitamente ai candidati ingegneri di usare strumenti come Cursor, Copilot o Claude nelle prove tecniche, eliminando gli storici test di memorizzazione di algoritmi. Meta ha avviato a fine 2025 un format chiamato "AI-enabled coding": una delle due interviste tecniche tradizionali viene sostituita da 60 minuti in un ambiente attrezzato con un assistente a scelta tra ChatGPT, Claude e Gemini. La startup Cognition, sviluppatrice di Devin, il primo agente IA in grado di scrivere, eseguire e testare codice, ha ridisegnato l'intero processo di assunzione intorno all'uso dell'IA. Anche Shopify e Rippling (la piattaforma cloud all-in-one per la gestione delle risorse umane, IT e finanza) permettono ai candidati di portarsi in colloquio il proprio assistente preferito.