Nonostante le catastrofiche previsioni fatte fra 2022 e 2023, Google sta vincendo la corsa all’intelligenza artificiale. E il 2026 rischia di essere un anno pericoloso per ChatGPT
Meglio Gemini o ChatGPT? (immagine generata con Gemini)
Genova - Se Google fosse una persona, potrebbe parafrasare Mark Twain e dire che “le notizie sulla mia morte erano fortemente esagerate”, usando la celebre frase del celeberrimo scrittore americano per rispondere oggi a quelli che 2-3 anni fa davano l’azienda per spacciata. Potrebbe perché il colosso di Mountain View sta decisamente vincendo la partita dell’intelligenza artificiale generativa, sempre più fondamentale nell’hi-tech: di recente ne hanno scritto, giusto per citarne un paio, sia The Verge (qui) sia il New York Times (qui).
Aggiornamento dopo aggiornamento, non solo Gemini sta diventando migliore di ChatGPT (qui 5 cose utili che si possono fare con la versione Advanced) nelle risposte, nella capacità di capire le domande, nella multimodalità (cos’è?), nella quantità di variabili che riesce a recepire, ma anche si è capovolto il ruolo di inseguito e inseguitore, con Google che rilascia le novità più interessanti e impressionanti, come Veo3 (cos’è?) o Nano Banana Pro, e OpenAI che cerca di stare al passo. È una notizia anche se non è davvero una notizia. Perché un po’ si poteva immaginare che sarebbe finita così.








