C'è un effetto collaterale che le nuove leggi europee sulla protezione dei minori online non avevano previsto: il boom delle Vpn. E ora il Parlamento europeo si chiede cosa farne. Da quando, fra l’estate e l’autunno del 2025, è stata imposta la verifica obbligatoria dell’età per accedere ai siti pornografici, in tutta Europa è partita la corsa all’aggiramento. Il metodo più semplice si chiama Vpn, virtual private network: un servizio che cifra il traffico e maschera l’indirizzo IP dell’utente, facendolo apparire come se navigasse da un altro Paese. Il fenomeno è così macroscopico che ora il Parlamento europeo si interroga: è il caso di estendere il controllo dell’età anche alle stesse Vpn? La domanda è contenuta, in forma di problema aperto, in una nota informativa del Servizio di Ricerca del Parlamento europeo (Eprs) pubblicata a gennaio 2026 e firmata da Mar Negreiro, che parla apertamente di “scappatoia legislativa da chiudere” e ipotizza una stretta nell’ambito della revisione del Cybersecurity Act.
I dolori della giovane app europea per la verifica dell’età
di Giuditta Mosca
17 Aprile 2026
Il boom delle Vpn: i numeri di Londra e Parigi










