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Il leader del partito Laburista ha ammesso di aver fatto "errori” ma ha ribadito di non volersi dimettere
Soffia aria di tempesta nel Regno Unito. Le ultime elezioni locali hanno decretato una pesante sconfitta per il Partito Laburista di Keir Starmer, che ha perso il controllo di più di 1.300 consiglieri e di oltre 25 consigli comunali, molti dei quali a favore di Reform UK di Nigel Farage. Numerosi parlamentari laburisti di spicco hanno chiesto le dimissioni dell'attuale premier e leader del partito, che dal canto suo ha ammesso la debacle pur dichiarando di non voler lasciare. "Mi assumo la responsabilità di non abbandonare il campo, di non gettare il nostro Paese nel caos, come hanno fatto più volte i conservatori, un caos che ha causato danni duraturi a questa nazione", ha spiegato Starmer, sempre più sotto pressione.
Starmer ha subito respinto l'ipotesi delle dimissioni, un'idea avanzata da alcuni membri del suo partito, suggerendo in un'intervista al quotidiano The Observer di poter rimanere al potere per 10 anni. Il premier, ben conscio dei pessimi risultati ottenuti alle ultime elezioni locali, ha ammesso di aver fatto "errori" e riconosciuto che parte dell'elettorato britannico "è frustrato" anche verso di lui personalmente. Nonostante questo, Starmer non vuole mollare la presa.






