Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Secondo i pm, in un'intercettazione di febbraio 2017 l’indagato “sembra riferirsi all'orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima”
L’informativa finale del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano è una miniera di informazioni per capire il caso di Garlasco. Le oltre 300 pagine offrono spunti investigativi e approfondimenti importanti per capire in che modo la procura di Pavia ha condotto l'indagine che ha portato, a febbraio 2025, all’iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati. L’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, così come si è sviluppata, può essere definita quasi un “incidente di percorso” mentre gli investigatori seguivano le tracce di un’altra indagine, al netto di diverse segnalazioni che sono state fatte negli anni dalla difesa di Alberto Stasi, unico condannato.
Nel documento dei carabinieri non sono presenti solamente le risultanze delle nuove indagini ma anche riletture delle indagini precedenti condotte nel 2017 su Andrea Sempio, quando il suo fascicolo venne archiviato in tempi piuttosto rapidi. Secondo chi ha investigato nell’ultimo anno, infatti, in un’intercettazione dell’8 febbraio 2017 alle 17.43, poco dopo che Sempio ha ricevuto la prima notifica per l'invito a comparire. È relativa a uno degli ormai noti soliloqui di Sempio all’interno dell’auto, “considerato anche quanto emerso” nella nota di aprile 2025 quando, per l'accusa, parlava delle chiamate a casa di Chiara Poggi, del video intimo e del rifiuto da parte della studentessa, “l'indagato sembra riferirsi all'orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell'omicidio”. Nello specifico, nelle trascrizioni dell'audio dell'8 febbraio 2017 si legge che il 38enne dice: “È successo qualcosa quel giorno ... inc... era sempre lì a casa ... inc ... io non so se lei ha detto che lavorava ... inc ... però cazzo, oh ... inc ... alle nove e mezza (9.30) a casa... inc". Le 9.30 del mattino sono un orario pienamente compatibile con la dinamica descritta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che ha riscritto la cinematica dell’omicidio di Chiara Poggi sfruttando anche le 300 pagine della Bpa scritta dai Ris di Cagliari. Secondo Cattaneo, infatti, la vittima sarebbe morta almeno mezz’ora dopo la colazione: ponendo come inizio del pasto le 9.12, quando disattiva l’allarme per far uscire i gatti, secondo il medico l’orario della morte si collocherebbe dopo le 9.40 del mattino.















