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Andrea resta in silenzio per quattro ore di fronte alle accuse che lo vedono come unico killer. Verso la chiusura delle indagini e il rinvio a giudizio
Dal processo indiziario alla "confessione" intercettata, fino a al movente del delitto che chiude il cerchio attorno ad Andrea Sempio. È lo tsunami che travolge la "verità" processuale dell'inchiesta su Garlasco, con la Procura di Pavia diretta da Fabio Napoleone che, dopo un anno di apparente quiete investigativa in cui si sono susseguiti i tentativi di delegittimare l'indagine, ora scopre le sue carte. E riscrive la storia dell'omicidio di Chiara Poggi, togliendo definitivamente dalla scena del crimine il condannato Alberto Stasi e mettendo sul luogo della mattanza il nuovo sospettato. Ieri Sempio, dopo aver appreso dal capo d'accusa di quella precisa ricostruzione dell'omicidio che per gli inquirenti ha commesso da solo la mattina del 13 agosto 2007, è rimasto quattro ore davanti al pool di magistrati, ascoltando per la prima volta, dalla viva voce dei suoi accusatori, che cos'ha davvero in mano la pubblica accusa, pronta a chiudere il fascicolo e a chiedere il rinvio a giudizio per Sempio.






